Nuovo rapporto ANVUR 2016: punti di forza e criticità del Sistema Universitario italiano

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Come vi avevamo anticipato nel precedente articolo, il 24 maggio è stato presentato il nuovo rapporto biennale redatto dall’ANVUR sul Sistema Universitario e della Ricerca. Anche in questo caso, non potendo trattare l’ampia materia in maniera esaustiva vi rimandiamo alla consultazione del Rapporto 2016 attualmente pubblicato nella versione sintetica.

Le analisi e le comparazioni presenti nel documento permettono di tracciare il nuovo profilo del Sistema Universitario Italiano contraddistinto da molteplici punti di forza e da persistenti criticità.

I numerosi sforzi realizzati durante l’ultimo decennio hanno determinato un buon posizionamento internazionale dei risultati ottenuti dalla nostra ricerca universitaria e va sottolineata anche la capacità complessiva del Sistema Universitario “di erogare una didattica di qualità nonostante l’alto rapporto studenti/docenti con una spesa pro-capite relativamente contenuta”. Di contro però, la progressiva diminuzione dei fondi accessibili alla ricerca scientifica e umanistica, l’ampio divario tra gli Atenei del Paese, l’insufficienza dei fondi per il diritto allo studio, la diminuzione del corpo docente e le difficoltà ad affermarsi della figura del ricercatore a tempo determinato, rappresentano criticità quasi croniche per il Sistema Universitario Italiano.

Nonostante ciò, il ritardo del Sistema Universitario italiano evidenziato nel Rapporto ANVUR 2013 è stato parzialmente colmato; numerosi però, sono gli sforzi ancora da attuare poiché “senza un aumento complessivo delle risorse investite nella formazione terziaria e nella ricerca e senza una maggiore diversificazione dell’offerta formativa appare difficile conseguire gli obiettivi della strategia EUROPA 2020 rischiando di rimanere lontano dagli altri Paesi Europei”.

Il cambiamento più rilevante rispetto al periodo preso in esame nel precedente Rapporto è dato “dalla ripresa delle immatricolazioni soprattutto nella fascia più giovane” anche se non vi è, nella distribuzione territoriale, una reale omogeneità del fenomeno. Si è registrato anche un netto miglioramento nei dati relativi alla regolarità degli studi sia per quanti terminano i percorsi universitari nei tempi previsti sia per quanto concerne la dinamica degli abbandoni precoci. Inoltre, anche dal Rapporto ANVUR 2016 emerge l’urgenza di misure capaci di determinare un innalzamento del livello d’istruzione degli studi per i cittadini stranieri.

In conclusione, l’istantanea scattata dal Rapporto ANVUR 2016 ritrae il nostro Sistema Universitario come una sorta di fenice: capace di risorgere dalle proprie ceneri e caratterizzato da una resiliente volontà di miglioramento ma non ancora capace di colmare completamente il divario con i restanti Paesi Europei.

In base alla vostra esperienza nel settore universitario, cosa ne pensate dei ritratti emersi dai due Rapporti ANVUR?

Francesca Magno

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