Open o non Open? I vantaggi dell’Accesso aperto per autori, ricercatori, istituzioni

Open-Access

La ricerca scientifica finanziata da enti pubblici e la libera circolazione dei contenuti sono il primo passo per la diffusione della conoscenza, linfa vitale della virtù, come sosteneva Socrate, e obiettivo del movimento Open Access: la diffusione della conoscenza permette, infatti, di avere contributi sempre più ricchi, sia a livello internazionale che a livello interdisciplinare.
Ma chi sono gli attori principali di questa trama? Chi ottiene vantaggio dalla pubblicazione Open Access? Ebbene, in questo spettacolo ci sono solo protagonisti: autori, ricercatori, biblioteche e università, enti finanziatori e comunità scientifica.
Atto I – I vantaggi dell’Open Access per i ricercatori, primi protagonisti di questa rappresentazione, sono molti e svariati. In primo luogo hanno un accesso facilitato a tutti i progetti collegati al loro: ricerche precedenti, ricerche contemporanee inerenti all’ambito che stanno trattando, possibilità di visionare esperimenti ed esperienze sia con esito positivo che negativo. Hanno accesso immediato a dati e risultati che permettono loro di dedicarsi pienamente al loro studio, senza investire tempo prezioso in ricerche già effettuate da altri. L’accesso a risultati pubblicati su riviste a pagamento è sicuramente importante, ma avere la possibilità di fare riferimento a un numero sempre maggiore di casi, e in modalità gratuita, permette una velocizzazione della ricerca.
Come un aiutante buono l’Accesso Aperto mette a disposizione dei ricercatori il data mininig e il text mining: come una bacchetta magica, software molto articolati riescono, grazie a complessi algoritmi, a mappare grandi quantità di dati e testi (solo a libero accesso) dando in un brevissimo tempo risultati categorizzati in modo allo stesso tempo flessibile e organizzato. Si possono individuare gruppi tematici, classificare documenti, estrapolare associazioni fra diverse categorie (argomenti, autori, temporali…), ma anche estrarre con semplicità informazioni dettagliate!

Atto II – I ricercatori, con un cambio di maschera, diventano autori e come tali godono di tanti vantaggi, primo fra tutti una visibilità maggiore e immediata. Il lavoro, una volta pubblicato, inizia un tour che porterà la ricerca in ogni angolo del mondo, immediatamente disponibile per una platea nazionale, internazionale (l’internazionalizzazione è uno dei requisiti della ricerca scientifica) e interdisciplinare. Il pubblico, sempre più vasto, potrà allora giudicare l’opera e l’operato, prendere in considerazione i risultati, studiarli, elaborarli e citarli! Le citazioni crescono esponenzialmente, creando un interesse sempre maggiore attorno alla pubblicazione e all’autore, dandogli sempre maggiore visibilità.
Non solo: l’open access si basa sulla peer review. I risultati verranno valutati, commentati, supportati da altri ricercatori, possibilità che comporta un continuo sviluppo del lavoro perché non saranno solo i referee a valutare la validità del progetto, ma potenzialmente tutti i ricercatori, permettendo che la ricerca abbia sempre nuovi spunti di riflessione e di sviluppo.
Questo significa accelerare il processo della conoscenza, ma anche creare un’alternativa all’Impact Factor, l’indice che misura il numero medio di citazioni di una ricerca pubblicata su una rivista scientifica ricevute nei due anni precedenti rispetto all’anno della valutazione: una ricerca potrà essere ripresa online, aumentando esponenzialmente il numero di citazioni dirette e indirette e il suo impatto nell’ambiente scientifico, anche immediato.

Atto III – In questo atto protagoniste sono le istituzioni: biblioteche e università, istituti di ricerca ed enti di finanziamento, ottengono numerosi vantaggi dall’OA.
Partiamo dalle biblioteche, dalle università e dagli istituti di ricerca: grazie al sistema ad Accesso Aperto hanno un’alternativa economica agli abbonamenti alle riviste scientifiche: abbattono i costi -nel caso delle università a un’economia di scala-, ottengono una varietà di fonti sempre maggiore a disposizione del proprio personale e, inoltre, il materiale è raccolto in un unico punto di accesso. Lo sfruttamento dell’anagrafe della ricerca permette un risparmio in termini di costo/tempo, che può essere impiegato per la ricerca stessa.

Ultimo, ma non per importanza, le università possono utilizzare l’Open Access come loro palcoscenico, una splendida occasione per dare maggiore visibilità ai proprio attori-ricercatori e alle pubblicazioni accademiche.
Gli enti di finanziamento, infine, come producer dalla vista acuta, hanno un ritorno economico e di prestigio grazie alla massima visibilità e diffusione delle ricerche da loro finanziate.

Quale miglior conclusione del lieto fine? La comunità scientifica è la vera star del teatro: le ricerche hanno la massima diffusione, sono immediatamente disponibili (possibilità di download immediata), sono a disposizione di tutti, il dibattito ne trae giovamento!

Lascia un commento

  • Acquisti online

    24h/48h/72h – 5/7 giorni con SDA e Poste italiane raccomandata