Green Road e Gold road: se non sono social, le pubblicazioni sono open access!

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Nel mondo accademico e della ricerca scientifica il movimento open access ha svolto, negli ultimi due decenni, un ruolo di sempre maggiore importanza. Se, da un lato, gli obiettivi del movimento OA sono molto nobili (mettere a disposizione di tutti e gratuitamente il lavoro svolto dai ricercatori permettendo uno sviluppo più veloce della ricerca), dall’altro gli accademici hanno diverse possibilità di pubblicazione. Abbiamo già parlato dei social media proprietari, come Academia.edu, ma per chi desiderasse metodi meno “social” esistono sempre le prime due vie dell’open access: la green road e la gold road.

La via verde, o green road, prevede che il ricercatore archivi all’interno di un repository istituzionale (come potrebbe essere Cineca), i metadati del proprio lavoro scientifico. Insieme ai metadati l’autore deve pubblicare anche il testo completo e una concessione gratuita, irrevocabile ed universale a tutti gli utilizzatori del diritto d’accesso.

Un esempio è quello dell’Università degli studi di Milano: AIR è l’archivio di ateneo dove gli accademici possono depositare i risultati dei propri lavori che hanno già ottenuto la peer review (pre print). Se il lavoro è già stato pubblicato da un editore i ricercatori possono uploadare su questo repository anche il post print, avendo cura di inserire anche il contratto editoriale o quantomeno la sezione relativa ai diritti del contratto con l’editore.

L’altra via, quella d’oro o gold road, prevede la pubblicazione su riviste ad accesso aperto, che rispettano la politica del peer review. In questo caso, dal punto di vista economico, le soluzioni sono diverse: i costi possono essere addebitati all’autore o all’Istituzione (se la rivista ha una compartecipazione al work flow editoriale). Le riviste OA, infatti, sono di tre tipologie: possono essere gratuite sia per chi pubblica che per chi legge; gratuite per chi legge ma con un contributo economico per gli autori, riviste a pagamento che prevedono però la pubblicazione di articoli open access con il versamento di una quota di partecipazione.

Green road e gold road possono tranquillamente coesistere: come abbiamo detto, ad esempio, dell’archivio di Unimi è possibile caricare nei repositories istituzionali e disciplinari sia il pre print che il post print: in questo modo l’autore guadagna molto in termini di visibilità. Il suo lavoro comparirà sia sulle riviste che negli archivi, rimanendo consultabile e citabile grazie alla disponibilità immediata! Se non è open access questo…

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