Biblioteche intelligenti: stop polvere e silenzio, si riparte dalla creatività!

Old books on library shelves

Biblioteche intelligenti: capaci cioè, di scegliere nuovi percorsi, assumendosi gli oneri ed i rischi del cambiamento. Dopotutto, “intelligente” deriva dal latino inter (fra) lègere (scegliere) e sin dal suo etimo suggerisce “una sorta di saggezza, efficace e concreta, che si manifesta nel modo di acquisire e utilizzare conoscenze e nel gestire le situazioni in cui ci si trova”.

Chi, almeno una volta nella vita, non ha associato al luogo di consultazione per eccellenza del patrimonio librario ad un’immagine mentale vetusta, polverosa e silenziosa? Suvvia, non sentiamoci colpevoli… Averlo fatto, non fa di noi dei pessimi lettori!

A nostra discolpa, possiamo aggrapparci al fatto che le Biblioteche sono state per lungo tempo dei veri e propri templi di conservazione, intesa non solo come conservazione fisica del materiale cartaceo ma anche come resistenze conservative rispetto all’evoluzione tecnologica. Innovazione e creatività, nel settore bibliotecario richiedono un atto di coraggio per giungere alla rottura con gli schemi precedentemente adottati… Oltre che, ovviamente, la presenza di fondi e sovvenzioni. Il che non significa che la “biblioteca tradizionale” non abbia il suo grande valore: tutt’altro. Agli aspetti tradizionali però, andrebbero aggiunti elementi e servizi capaci di stare al passo coi tempi e con le esigenze dell’utenza. E, a onor del vero, esistono delle realtà interessanti.

Due esempi dal mondo: la Biblio Tøyen di Oslo e la Biblioteca di Quintanalara. Nel primo caso, si tratta di una Biblioteca dedicata ad un pubblico d’età compresa tra i 10 ed i 15 anni e già la scelta del target è di per sé un’innovazione: va a sopperire alle carenze del sistema scolastico norvegese. E’ una Biblioteca intelligente perché, tenendo conto della tipologia di utenza, consente attività teatrali e musicali, ammette attività di cucina e coding, oltre che l’utilizzo di stampanti 3D e costruzioni Lego. Ma non è tutto. I libri, organizzati per argomenti e non per ordine alfabetico, vogliono accrescere il fluire delle passioni e della creatività. Questo però, comporta qualche difficoltà nel reperire titoli specifici sugli scaffali e per risolvere l’inconveniente, la Biblio Tøyen di Oslo sta mettendo a punto un sistema di mappatura basato sui TAG RFID che verranno inseriti in ciascun libro e saranno letti da un drone che ne garantirà una facile localizzazione.

Nel secondo caso, la Biblioteca di Quintanalara (Spagna) conta ben 16.000 titoli per appena 33 abitanti. Sembrerebbe un incredibile paradosso… Eppure, l’immenso patrimonio librario dovuto anche ad aiuti spontanei, è affiliato all’interno della rete internazionale di Bookcrossing.com che consente una mappatura nel mondo di tutti i titoli oggetto di scambio e prestito. Inoltre, il luogo fisico in cui è stata inaugurata la Biblioteca è l’antica Probara: qui, un tempo, venivano ospitati vagabondi e viaggiatori ed è stata scelta con l’intento di farla diventare anche un’attrattiva turistica. Un matrimonio intelligente tra valorizzazione del territorio, cultura e tecnologia.

La creatività dunque, associata all’effettiva volontà di superare le barriere trasformandole in opportunità, segneranno una ripartenza del settore bibliotecario anche in Italia? Voi cosa ne pensate?

Francesca Magno

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